BITmarkets Team
Jun 15, 2026
Intervenendo in una conferenza stampa mercoledì, Liu Guixiang, membro del Comitato giudiziario della SPC, ha affermato che la Corte intende stabilire standard più chiari per la gestione di questi casi sempre più complessi. "Condurremo una ricerca approfondita sulle norme di giudizio per i nuovi casi, come quelli relativi alle valute virtuali e alla finanza transfrontaliera, e formuleremo quanto prima interpretazioni giudiziarie sul risarcimento civile in materia di insider trading e manipolazione del mercato", ha dichiarato Liu, secondo quanto riportato dal media cinese Yicai.
L'iniziativa mira a migliorare la coerenza tra i tribunali cinesi nel trattare le controversie relative a criptovalute, asset digitali e altre tecnologie in rapida evoluzione.
Oltre alle questioni relative alle criptovalute, la Corte Suprema del Popolo sta esaminando anche i quadri giuridici relativi all’intelligenza artificiale e alla proprietà dei dati. La Corte intende esplorare le tutele giudiziarie per i contenuti generati dall’IA, i diritti di proprietà sui dati e le controversie relative alle transazioni e alla proprietà dei dati. Si prevede che questi sforzi contribuiranno a stabilire standard più chiari per determinare la responsabilità e i diritti legali nei casi relativi alle tecnologie emergenti.
Sviluppando interpretazioni giudiziarie dedicate e linee guida interne, le autorità sperano di fornire ai giudici un quadro più coerente per la risoluzione delle controversie legate alle risorse digitali, all'intelligenza artificiale e alla proprietà intellettuale.
L'annuncio arriva in un momento di crescente attenzione verso le attività criminali legate alle criptovalute. All'inizio di quest'anno, l'uomo d'affari di origine cinese e fondatore del Prince Group, Chen Zhi, è stato arrestato in Cambogia e successivamente estradato in Cina, dove deve rispondere di accuse relative a operazioni fraudolente su larga scala legate alla macellazione di suini. In un evento correlato, nel mese di ottobre 2025 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha sequestrato circa 15 miliardi di dollari in Bitcoin da operazioni presumibilmente collegate a Zhi.
Nonostante il crescente interesse della magistratura nello sviluppo di standard legali per i casi relativi alle risorse digitali, il divieto cinese sulle attività legate alle criptovalute rimane saldamente in vigore. L'approccio restrittivo del Paese risale al dicembre 2013, quando la Banca popolare cinese (PBOC) ha vietato alle istituzioni finanziarie di offrire servizi relativi al Bitcoin e ha chiarito che il Bitcoin non sarebbe stato riconosciuto come valuta legale.
Le autorità hanno ampliato significativamente queste restrizioni nel settembre 2021, quando dieci agenzie governative, tra cui la banca centrale e le autorità di regolamentazione dei valori mobiliari, hanno introdotto un divieto totale sulle transazioni in criptovaluta, sul mining di Bitcoin e sulle attività relative alle offerte iniziali di moneta (ICO).
Più recentemente, a febbraio, la PBOC ha vietato l'emissione di stablecoin offshore non autorizzate garantite dallo yuan, nonché di asset del mondo reale (RWA) tokenizzati non approvati. Le ultime restrizioni hanno fatto seguito all'approvazione da parte del governo che consente alle banche commerciali di condividere gli interessi con gli utenti che detengono lo yuan digitale, la valuta digitale della banca centrale cinese (CBDC).
La mossa evidenzia la continua preferenza di Pechino per un sistema di valuta digitale controllato dallo Stato piuttosto che per criptovalute o stablecoin emesse da privati. Di conseguenza, la Cina sembra impegnata a promuovere lo yuan digitale come sua forma primaria di moneta digitale, mantenendo al contempo controlli rigorosi sul settore delle criptovalute in generale.
Fonti:
https://cointelegraph.com/news/china-supreme-court-formulate-rules-digital-currency-ai
http://www.pbc.gov.cn/goutongjiaoliu/113456/113469/4348521/index.html