BITmarkets Team
Nov 05, 2026
In un’intervista rilasciata alla testata italiana Milano Finance, pubblicata dalla BCE, Cipollone ha descritto l’euro digitale come un’opportunità per garantire un maggiore controllo europeo sulle infrastrutture di pagamento essenziali. Queste dichiarazioni giungono mentre la BCE si prepara a lanciare nel 2027 un progetto pilota sull’euro digitale, che prevede transazioni reali e la partecipazione di istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di pagamento commerciali.
Cipollone ha sostenuto che la dipendenza dell’Europa da fornitori di servizi esterni rappresenta una sfida per il mantenimento di sistemi di pagamento affidabili e gestiti in modo indipendente. Ha paragonato la situazione ad altri settori strategicamente importanti in cui i paesi europei hanno sempre più riconosciuto i rischi legati all’affidarsi a fornitori esterni.
«Negli ultimi anni l’Europa ha imparato che, per alcuni servizi essenziali, non possiamo fare affidamento solo su terzi. Lo abbiamo visto con l’energia e lo stiamo vedendo oggi con la difesa. E lo stesso vale per i pagamenti”, ha affermato. Sebbene Cipollone non abbia indicato aziende specifiche, ha sottolineato che l’infrastruttura dei pagamenti è una componente fondamentale della stabilità economica e dell’autonomia finanziaria dell’Europa.
«Il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento è una delle nostre responsabilità. Se dipendiamo in modo critico da terzi, non è facile garantire questo regolare funzionamento», ha dichiarato Cipollone. L’euro digitale potrebbe fornire un’infrastruttura di pagamento controllata dall’Europa, consentendo alla regione di mantenere una maggiore indipendenza nell’elaborazione delle transazioni pur continuando a collaborare con gli attuali fornitori di servizi finanziari.
Tuttavia, Cipollone ha chiarito che il raggiungimento della sovranità nei pagamenti non richiede l’esclusione delle società internazionali dal mercato europeo. «Significa avere il potere di scegliere e sapere che, per un servizio essenziale come i pagamenti, l’Europa può anche fare affidamento sulle proprie forze».
Il funzionario della BCE aveva già sollevato preoccupazioni simili durante una conferenza pubblica tenutasi in Lettonia ad aprile, quando aveva avvertito che la dipendenza dell’Europa da fornitori di servizi di pagamento non europei rappresenta una vulnerabilità strategica. All’epoca aveva sottolineato che circa due terzi delle transazioni con carta nell’area dell’euro sono gestite da società con sede al di fuori dell’Europa.
L’euro digitale, ha sostenuto, potrebbe contribuire a risolvere questo squilibrio fornendo un’ulteriore infrastruttura di pagamento sotto il controllo europeo.
La BCE sta portando avanti i preparativi per un progetto pilota sull’euro digitale il cui avvio è previsto per il 2027. A differenza delle precedenti attività di ricerca e sviluppo, il prossimo progetto pilota prevede transazioni reali effettuate da dipendenti della BCE e delle banche centrali nazionali.
L’iniziativa dovrebbe fornire indicazioni pratiche su come un euro digitale potrebbe funzionare all’interno dell’attuale ecosistema dei pagamenti europeo. Un totale di 36 operatori di mercato, tra cui sette con sede in Italia, stanno collaborando ai preparativi per il progetto pilota.
La BCE sta inoltre invitando gli operatori dell’e-commerce e del mobile-commerce a partecipare, ampliando potenzialmente la gamma di contesti di pagamento in cui la valuta digitale potrà essere testata. Il coinvolgimento di operatori commerciali potrebbe aiutare a valutare le potenziali applicazioni dell’euro digitale nelle transazioni quotidiane, in particolare negli acquisti online e nei pagamenti mobili.
Il progetto pilota rappresenta un ulteriore passo avanti nel più ampio impegno della BCE volto a valutare i requisiti tecnici e operativi necessari per l’introduzione di una forma digitale di moneta della banca centrale. Tuttavia, la partecipazione al progetto pilota non implica che l’euro digitale abbia ricevuto l’autorizzazione definitiva per l’emissione al pubblico.
Nonostante i preparativi tecnici in corso, la BCE non può decidere autonomamente di emettere un euro digitale prima che sia stata finalizzata la necessaria legislazione dell’Unione europea. Il Consiglio direttivo della BCE potrà prendere una decisione formale sull’emissione solo dopo la conclusione dei negoziati legislativi a Bruxelles.
Cipollone ha espresso la speranza che il quadro normativo venga approvato entro la fine del 2026, consentendo alla banca centrale di procedere con la fase successiva del progetto. «Ci auguriamo che il regolamento venga adottato entro la fine dell’anno, consentendo al Consiglio direttivo della BCE di emanare una decisione formale in merito all’emissione», ha dichiarato Cipollone a Milano Finance.
Il processo legislativo rimane un fattore importante nel determinare il futuro dell’euro digitale, poiché i responsabili politici stanno valutando il quadro giuridico necessario a sostenerne l’introduzione. Per la BCE, il progetto rappresenta più dello sviluppo di un nuovo metodo di pagamento digitale. Esso mira anche a rafforzare la capacità dell’Europa di mantenere infrastrutture finanziarie essenziali senza dipendere interamente da fornitori esterni.
Con i preparativi per la fase pilota che procedono e le discussioni legislative che proseguono, l’euro digitale rimane una componente significativa degli sforzi dell’Europa volti a sviluppare un sistema di pagamento più indipendente e resiliente.
Fonti:
https://cointelegraph.com/news/ecb-official-sees-digital-euro-tool-to-protect-eu-sovereignty
https://www.ecb.europa.eu//press/inter/date/2026/html/ecb.in261024~ee2ba73cf3.en.html
https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2026/html/ecb.sp260401~d9106c31db.en.html