BITmarkets Team
Nov 06, 2026
Secondo la relazione sui risultati del terzo trimestre pubblicata venerdì, Strive ha acquisito un totale di 35.497 BTC nei primi 10 mesi del 2026. Al 30 ottobre, la società deteneva 43.124 BTC, diventando così il quarto maggiore detentore aziendale di Bitcoin quotato in borsa, secondo BitcoinTreasuries.NET.
Questo accumulo avvicina Strive al suo obiettivo dichiarato di diventare la seconda società quotata in borsa con la maggiore riserva di Bitcoin.
Gli acquisti effettuati da Strive nel mese di ottobre hanno aumentato in modo sostanziale le sue riserve di Bitcoin, riducendo il divario tra la società e diversi concorrenti nella classifica delle società detentrici di Bitcoin. Con 43.124 BTC, Strive è dietro a Twenty One Capital, al terzo posto, di soli 390 BTC.
La società si sta avvicinando anche a Metaplanet, che detiene circa 44.000 BTC e occupa attualmente il secondo posto tra i detentori aziendali di Bitcoin quotati in borsa. Strive dovrebbe acquisire altri 877 BTC per superare le partecipazioni dichiarate da Metaplanet, supponendo che nessuna delle due società aumenti le proprie riserve di Bitcoin nel frattempo.
Questo rapido accumulo fa seguito alle dichiarazioni rilasciate dal CEO di Strive, Matt Cole, durante un’intervista a settembre. Cole aveva suggerito che Strive avrebbe potuto diventare il secondo maggiore detentore aziendale di Bitcoin quotato in borsa al mondo entro la fine del 2026, pur riconoscendo che questo non fosse lo scenario più probabile per l’azienda.
Gli ultimi acquisti indicano che Strive si sta avvicinando a tale obiettivo, sostenuta dalla sua strategia in corso di accumulare Bitcoin come asset di tesoreria primario.
Parallelamente alle acquisizioni di Bitcoin, Strive ha continuato a raccogliere capitali a sostegno della propria strategia finanziaria più ampia. A ottobre, la società ha generato circa 609 milioni di dollari di proventi netti attraverso un’offerta delle proprie azioni privilegiate perpetue SATS.
Le azioni privilegiate hanno un tasso di dividendo annuo del 15%, fornendo agli investitori uno strumento di reddito a tasso fisso e consentendo al contempo a Strive di accedere a capitale aggiuntivo. Tuttavia, la società non ha rivelato quale parte dei proventi sarà utilizzata per acquisire ulteriori Bitcoin. Strive ha inoltre riportato una redditività sostanziale per il terzo trimestre, registrando un utile netto di circa 509 milioni di dollari. Il risultato è stato determinato principalmente da 533,7 milioni di dollari di plusvalenze non realizzate sulle proprie partecipazioni in Bitcoin.
Tali plusvalenze riflettono le variazioni del valore contabilizzato delle riserve in criptovaluta della società, piuttosto che utili realizzati attraverso la vendita di Bitcoin. I risultati finanziari dimostrano la significativa influenza delle fluttuazioni del prezzo del Bitcoin sugli utili di Strive, data la notevole esposizione della società a tale asset.
Oltre ad ampliare la propria riserva di Bitcoin, Strive sta valutando ulteriori servizi finanziari e opportunità di investimento pensati per sfruttare il proprio bilancio. Secondo la relazione sugli utili, la società sta valutando potenziali attività nei settori bancario, dei servizi di intermediazione, della finanza decentralizzata (DeFi), della riassicurazione e della tokenizzazione degli asset.
Queste iniziative potrebbero consentire a Strive di sviluppare flussi di ricavi che vadano oltre l’apprezzamento del prezzo del Bitcoin, ampliando al contempo il proprio coinvolgimento nei mercati finanziari tradizionali e basati sulla blockchain. Jeff Walton, Chief Risk Officer di Strive, ha spiegato che l’azienda è particolarmente interessata alle opportunità che collegano le partecipazioni in criptovalute con i servizi finanziari convenzionali.
«Riteniamo che alcune delle opportunità più significative consistano nel passare alla finanza tradizionale, operando come una società di finanza strutturata e individuando rendimenti e distribuzioni non correlati al Bitcoin o alle criptovalute», ha affermato Walton. La strategia riflette l’intenzione di Strive di sviluppare attività finanziarie in grado di generare rendimenti indipendentemente dall’andamento generale del mercato delle criptovalute.
Nonostante l’aumento delle riserve di Bitcoin della società e gli utili trimestrali riportati, le sue azioni hanno subito una notevole pressione di vendita. Secondo Yahoo Finance, le azioni di Strive (ASST) sono scese dell’1,97% a 20,19 dollari. Il titolo aveva inoltre registrato un calo di circa il 32,15% nel mese precedente, evidenziando il contrasto tra l’accumulo di Bitcoin da parte della società e la recente performance del prezzo delle azioni.
I continui acquisti di Strive e l’esplorazione di ulteriori servizi finanziari suggeriscono che la società stia cercando di stabilire un modello di business più ampio attorno alle proprie partecipazioni in Bitcoin, perseguendo al contempo una posizione di rilievo tra le società quotate in borsa che detengono riserve di Bitcoin.
Fonti:
https://cointelegraph.com/news/strive-buys-bitcoin-october-top-btc-corporate-holders
https://bitcointreasuries.net/public-companies/strive
https://www.youtube.com/watch?v=giWiiTiFcYE