La Grecia propone un'imposta del 10% sui guadagni derivanti dalle criptovalute

BITmarkets Team

Oct 19, 2026

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GREECE CRYPTO TAX
La Grecia si appresta a introdurre un nuovo quadro normativo in materia di tassazione delle criptovalute che imporrebbe un’imposta del 10% sulle plusvalenze agli investitori privati, esentando al contempo gli utili annuali fino a 500 euro (559,95 dollari).

Il Ministero dell’Economia Nazionale e delle Finanze del Paese ha pubblicato la bozza di legge che delinea le norme fiscali proposte per il trading di criptovalute e altre attività relative agli asset digitali. Secondo il ministero, la normativa mira a colmare le lacune esistenti nel trattamento fiscale delle criptovalute in Grecia e a stabilire obblighi più chiari per gli investitori.

La Grecia propone un’imposta del 10% sulle plusvalenze da criptovalute

In base al quadro normativo proposto, i privati pagherebbero un’imposta del 10% sulle plusvalenze derivanti dagli investimenti in criptovalute, con un’esenzione fiscale per i guadagni annuali fino a 500 euro. La normativa introdurrebbe inoltre un meccanismo di autodenuncia volontaria che consentirebbe ai privati di dichiarare i profitti in criptovalute realizzati in precedenza senza incorrere in sanzioni, a condizione che lo facciano entro 12 mesi dalla pubblicazione della legge.

Inoltre, le transazioni che comportano scambi tra criptovalute sarebbero esenti dall’imposta sulle plusvalenze, distinguendo gli scambi da cripto a cripto dalle cessioni soggette a tassazione. I redditi generati tramite lo staking, il prestito e la fornitura di liquidità in criptovalute sarebbero soggetti a un’aliquota forfettaria separata del 10%.

I paesi europei continuano a sviluppare quadri normativi in materia di tassazione delle criptovalute

La proposta di legge greca fa seguito a iniziative simili in tutta Europa volte a stabilire requisiti fiscali più chiari per gli investimenti in criptovalute. L’Austria ha introdotto nel marzo 2022 un’imposta del 27,5% sui guadagni derivanti dalle criptovalute, mentre la Francia ha applicato nel dicembre 2018 un’imposta forfettaria del 30% sulle plusvalenze da criptovalute dei privati.

Anche la Germania sta valutando modifiche al proprio quadro normativo in materia di tassazione delle criptovalute. A settembre, secondo quanto riferito, il Ministero federale delle finanze tedesco avrebbe proposto di applicare l’aliquota forfettaria standard del 25% ai profitti derivanti dal trading di criptovalute a partire dal 2028. In base alle norme vigenti in Germania, i privati possono generalmente vendere le proprie criptovalute senza incorrere nell’imposta sulle plusvalenze se gli asset sono stati detenuti per più di 12 mesi.

Questi sviluppi riflettono i diversi approcci adottati dai governi europei in materia di tassazione delle criptovalute, man mano che i mercati degli asset digitali si integrano sempre più nel sistema finanziario più ampio.

L’UE amplia la rendicontazione fiscale sulle criptovalute tramite la DAC8

Parallelamente alle riforme fiscali nazionali, gli Stati membri dell’Unione Europea stanno attuando ulteriori obblighi di segnalazione ai sensi dell’ottava modifica della Direttiva sulla cooperazione amministrativa (DAC8). La direttiva amplia gli obblighi di trasparenza fiscale richiedendo ai fornitori di servizi relativi alle criptovalute di raccogliere e segnalare le informazioni relative alle transazioni effettuate dagli utenti dell’UE.

Gli obblighi di raccolta dei dati sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026 e i fornitori di servizi sono tenuti a trasmettere le informazioni pertinenti alle autorità fiscali nazionali. I primi scambi automatici di informazioni tra gli Stati membri dell’UE, relativi alle attività in criptovaluta nel corso del 2026, devono essere completati entro il 30 settembre 2027.

Le disposizioni della DAC8 in materia di segnalazione delle criptovalute si basano sul Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), che mira a migliorare la trasparenza fiscale internazionale per gli asset digitali.

La Grecia ha aderito a un impegno multinazionale per l’attuazione del CARF nel novembre 2023, concordando di avviare lo scambio di informazioni fiscali relative alle criptovalute entro il 2027. Insieme, la proposta di legislazione fiscale nazionale e gli obblighi di rendicontazione a livello UE rappresentano ulteriori passi avanti verso l’istituzione di una tassazione e di una vigilanza più complete sulle criptovalute in tutta Europa.

Fonti:

https://taxation-customs.ec.europa.eu/taxation/tax-transparency-cooperation/administrative-co-operation-and-mutual-assistance/directive-administrative-cooperation-dac/dac8_en

https://minfin.gov.gr/se-diavoulefsi-to-neo-plaisio-gia-ofeiletes-kai-servicers-oles-oi-allages-se-idiotiko-chreos-crypto-kai-chrimatopistotiki-agora/

https://cointelegraph.com/news/greece-capital-gains-tax-cryptocurrencies

Tag: Crypto News Taxation
Ultimo aggiornamento: Oct 22, 2026