BITmarkets Team
Jun 24, 2026
In base al quadro normativo proposto, le stablecoin sistemiche sono definite come asset digitali ampiamente utilizzati per i pagamenti e potenzialmente in grado di influire sulla stabilità finanziaria del Paese. La responsabilità di determinare se una stablecoin sia da considerarsi sistemica spetterà al Ministero del Tesoro britannico (HM Treasury).
Una delle modifiche chiave nell’ultima proposta è l’aumento dell’ammontare delle riserve che gli emittenti possono detenere in titoli di Stato fruttiferi. La BoE prevede di consentire che fino al 70% delle riserve sia investito in debito pubblico, rispetto al limite del 60% indicato nelle proposte precedenti.
Inoltre, la banca centrale ha sostituito le restrizioni di detenzione proposte in precedenza con un limite temporaneo di emissione pari a 40 miliardi di sterline (52,8 miliardi di dollari). «Questo limite di sicurezza sarà rivisto regolarmente e rimosso una volta che i rischi per l’erogazione del credito saranno stati affrontati», ha dichiarato la Banca d’Inghilterra.
La proposta aggiornata ha suscitato reazioni contrastanti tra gli operatori del settore, con molti che la considerano un passo avanti verso un quadro normativo più pratico per le stablecoin. Katie Harries, responsabile delle politiche per l’Europa di Coinbase, ha osservato che la proposta rende il Regno Unito unico tra le principali giurisdizioni, introducendo un limite massimo all’emissione di stablecoin denominate nella propria valuta nazionale.
«Rimangono due questioni da chiarire affinché il Regno Unito possa sfruttare appieno i vantaggi offerti dalle stablecoin: cosa si intenda per “temporaneo” in relazione al limite massimo di emissione per singola stablecoin e se le stablecoin possano essere utilizzate per il regolamento nei principali mercati all’ingrosso, senza i quali le ambizioni del Regno Unito in materia di tokenizzazione non potranno essere realizzate», ha affermato.
La Banca d’Inghilterra intende finalizzare il proprio regolamento sulle stablecoin entro la fine del 2026, con l’attuazione prevista per il 2027.
Mark Fairless, amministratore delegato di ClearBank, ha descritto le modifiche come uno sviluppo positivo, in particolare la decisione di abbandonare i rigidi limiti di detenzione.
«La Banca d’Inghilterra ha chiaramente ascoltato le richieste sui limiti di detenzione, abbandonando un approccio complesso e restrittivo a favore di un quadro normativo più proporzionato. Si tratta di un passo positivo», ha dichiarato Fairless. «Ma sono necessari ulteriori progressi per garantire che il regime non limiti i modelli di business sostenibili, in particolare attraverso i requisiti relativi alle attività di copertura».
L’ultima proposta riflette significativi adeguamenti a seguito dei riscontri ricevuti dal settore durante il processo di consultazione della BoE. Nella consultazione del novembre 2025, la banca centrale aveva proposto di limitare le detenzioni individuali di stablecoin a 20.000 sterline e quelle aziendali a 10 milioni di sterline per ogni stablecoin. All’epoca, le autorità di regolamentazione sostenevano che tali restrizioni fossero necessarie per impedire un’eccessiva migrazione dei depositi dalle banche tradizionali, che avrebbe potuto ridurre la capacità di prestito in tutta l’economia.
Tuttavia, gli operatori di mercato hanno avvertito che tali limiti avrebbero compromesso l’utilità delle stablecoin e creato difficoltà operative per gli emittenti. Di conseguenza, la BoE ha optato per una misura di salvaguardia basata sull’emissione anziché su limiti diretti alle detenzioni. La banca centrale ritiene che questo approccio possa rispondere alle preoccupazioni in materia di stabilità finanziaria, consentendo al contempo alle famiglie e alle imprese di utilizzare le stablecoin senza restrizioni.
«L’obiettivo finale dovrebbe essere un quadro normativo realmente basato sul rischio, piuttosto che un approccio unico per tutti; altrimenti il Regno Unito rischia di lasciare le stablecoin in sterline al punto di partenza mentre altri mercati vanno avanti», ha aggiunto Fairless. Le norme proposte si applicheranno solo alle stablecoin classificate come sistemiche. Le stablecoin non sistemiche, in particolare quelle utilizzate principalmente all’interno dei mercati delle criptovalute, continueranno a rientrare nella supervisione della Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito.
Il quadro normativo rivisto fa seguito alle osservazioni formulate a maggio dal vice governatore della BoE Sarah Breeden, la quale aveva indicato che la banca centrale stava riconsiderando le sue precedenti proposte dopo che le società operanti nel settore degli asset digitali avevano sostenuto che requisiti di riserva e limiti di detenzione rigorosi avrebbero potuto ostacolare l’adozione e ridurre la competitività delle stablecoin emesse nel Regno Unito rispetto alle alternative garantite dal dollaro statunitense.
Fonti:
https://www.bankofengland.co.uk/paper/2026/ps/sterling-denominated-systemic-stablecoin