BITmarkets Team
Aug 28, 2026
L’autorità di regolamentazione ha dichiarato lunedì di voler raccogliere il parere del pubblico su due documenti di consultazione. Uno definisce le bozze di regolamento per gli ETF thailandesi sulle criptovalute, mentre l’altro delinea i requisiti proposti per i depositari stranieri di asset digitali utilizzati da fondi comuni e fondi privati che investono in asset digitali. Durante la fase iniziale, ai gestori patrimoniali sarebbe consentito lanciare ETF passivi che replicano esclusivamente Bitcoin (BTC) o Ether (ETH).
Le bozze di regolamento fanno seguito a una precedente consultazione tenutasi ad aprile, che riguardava il quadro normativo più ampio. La SEC ha affermato che la maggior parte dei partecipanti alla consultazione ha sostenuto la proposta, sebbene i commenti relativi agli accordi di custodia abbiano portato a modifiche nel suo approccio.
In base al quadro normativo proposto, gli ETF spot su Bitcoin ed Ether sarebbero quotati esclusivamente alla Borsa della Thailandia (SET). Ciascun fondo replicherà una singola criptovaluta e sarà tenuto a mantenere un’esposizione netta media pari ad almeno l’80% del proprio valore patrimoniale netto in tale asset nel corso di ciascun esercizio contabile.
Le norme consentirebbero inoltre ai fondi comuni di investimento thailandesi e ai fondi privati di investire in ETF su criptovalute quotati sul mercato nazionale, oltre agli ETF su criptovalute esteri a cui hanno già accesso, fatte salve le restrizioni di investimento esistenti. Durante la prima fase, tuttavia, non sarebbero consentiti prodotti collegati indirettamente a ETF su criptovalute esteri, come i certificati di deposito.
Il quadro normativo rivisto dalla SEC continuerebbe a dare la priorità ai custodi di asset digitali con sede locale per gli ETF su criptovalute thailandesi durante la fase iniziale di implementazione. «In base all’approccio rivisto, gli ETF su criptovalute continueranno a essere tenuti principalmente a ricorrere a custodi di asset digitali (DA) onshore, mentre la SEC potrà autorizzare l’uso di custodi di DA stranieri qualificati quando necessario e opportuno alla luce delle circostanze prevalenti», ha affermato la SEC.
In base alla proposta separata sulla custodia, i custodi stranieri al servizio di fondi comuni e fondi privati che investono in asset digitali dovrebbero operare sotto la supervisione di un’autorità di regolamentazione riconosciuta dotata di poteri di applicazione della legge. Sarebbero inoltre tenuti a soddisfare gli standard normativi e di protezione del patrimonio degli investitori ritenuti sufficienti dalla SEC thailandese.
Le norme proposte fanno parte del più ampio sforzo della Thailandia volto a rafforzare la propria posizione come hub istituzionale delle risorse digitali. Con l’introduzione di ETF su criptovalute locali regolamentati e di standard di custodia più chiari, la SEC mira ad ampliare l’accesso alle risorse digitali, mantenendo al contempo le tutele per gli investitori e la vigilanza normativa.
I commenti pubblici su entrambi i documenti di consultazione saranno accettati fino al 20 settembre.
Fonti:
https://cointelegraph.com/news/thailand-bitcoin-ether-etfs-draft-rules